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Lucky HolidaysBarbara Fortuna
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Testaccio è il ventesimo rione di Roma. Il suo nome deriva dal cosiddetto “Monte dei Cocci”: 35 metri di cocci e derivati vari, accumulatisi nei secoli come residuo dei trasporti che facevano capo al porto di Ripa grande. Il porto di Ripa grande era il solo porto di Roma città fin dall’epoca romana: qui arrivavano le merci e le materie prima dal porto di Ostia e poi venivano trasportate sul Tevere con delle chiatte.
La vita del rione Testaccio è divisa in due zone distinte. Spartiacque ideale, tra la zona popolare e quotidiana e quella più caotica di chi fa le ore piccole, è via Galvani. Da un lato piazza Santa Maria Liberatrice, cuore e spazio comune del rione, dall’altro via di Monte Testaccio, con i suoi locali e la ‘movida’. La zona intorno a piazza Santa Maria Liberatrice è un reticolato di vie e vecchi palazzi romani, molti dei quali custoditi da enormi cortili interni che diventavano altrettante isole nel quartiere. Luoghi in cui respirare una romanità più profonda e fuori dal tempo. Se trovate un cancello socchiuso, vi consiglio di approfittarne (sempre con il rispetto della proprietà altrui, ovviamente).
Questa è l’area del quartiere dove passeggiare pigramente mangiando un gelato al civico 5 di piazza Santa Maria Liberatrice, poco distante dallo storico Teatro Vittoria. Pranzare da “Augustarello” in via Giovanni Branca, una delle trattorie più famose per la cucina romana o da “Felice” in via Mastro Giorgio, famoso per il suo abbacchio scottadito.
Curiosare per il mercato di piazza testaccio, uno dei luoghi in cui la romanità ha fatto pochissime concessioni, anche nella scelta dei prodotti, quasi tutti provenienti dalle campagne laziali e magari fare un salto al banco del pesce di Rosa Trinca, mamma orgogliosa della famosa attrice Jasmine o a quello della famiglia Mastroianni, gestito dal cugino dell’immortale Marcello.
Una carbonara al “Cantinone”, sempre in piazza Testaccio, non dovreste perdervela, così come una breve tappa da Ferdinando, forno in via Luca Della Robbia. Se siete a caccia di prelibatezze da portare a casa, la gastronomia Volpetti in via Marmorata è un altro di quei posti che non dovreste lasciarvi sfuggire, visto che già solo le vetrine offrono uno spettacolo degno di nota.
Procedendo per via Marmorata poi , sulla destra c’è uno dei monumenti più belli e particolari della città. La Piramide Cestia, splendida testimonianza della Roma imperiale che guardava all’Egitto con un misto di timore e sfida. A questo punto siete vicini ad un luogo dove cultura, storia, arte e leggende si fondono in un unico spazio tra mura discrete. Nel Cimitero acattolico di Roma (noto anche come Cimitero degli Inglesi o Cimitero dei Protestanti) venivano seppelliti i protestanti e gli stranieri deceduti a Roma. Viste le ferree regole religiose in vigore, anche chi era stato espulso dalla comunità Cattolica per i motivi più diversi, non poteva beneficiare dell’ultimo riposo all’interno delle Mura romanee veniva sepolto qui.
Il risultato nei secoli, è di un luogo di culto e pellegrinaggio dove leggere i nomi di artisti, scrittori e pensatori poco conformi alla cultura italiana. Un posto piccolo e molto curato dove attraversare un pezzo di Storia che è vissuto nella Capitale.